I segnali del poker, o “tell”

Sei bravo a mentire? Sei particolarmente affascinante, riesci a far pendere i tuoi interlocutori dalle tue labbra e a far credere loro quello che vuoi? Se è così, tanto meglio per te, ma anche se non ti riconosci in questa descrizione, niente paura. A mentire si impara, ma solo per il poker.

Dire bugie, o comunque non far trasparire la verità, è un’abilità comunicativa che consiste in una incongruenza morale, e fa parte della natura umana. Ricercatori e studiosi dell’animo umano di ogni tipo, dai filosofi agli psicologi, si sono interrogati sull’argomento fin dalla nascita dell’umanità stessa.

Possibili conclusioni a cui si è giunti affermano che, di fatto, non esiste una formula scientifica applicabile e sicura per “imparare a dire le bugie”. Persino le macchine inventate dall’uomo che pretendono di individuare una bugia da parametri come il tono della voce, l’espressione facciale, il battito cardiaco, il respiro, ecc. si sono dimostrate solo parzialmente accurate ed affidabili.

Esistono, tuttavia, molti individui che fanno del saper mentire una forma d’arte, o ancora meglio, una forma di mantenimento. No, non stiamo parlando dei politici (non in questo caso, almeno), ma dei giocatori professionisti di poker. Questi individui devono costantemente nascondere le proprie emozioni, e imparare di fatto a mentire per giocare meglio. Molti di loro hanno un passato da giocatori online, ma nel poker online si nota il bluff? Non proprio, quindi chi è passato dal professionismo online a quello dal vivo, ha dovuto fare i conti con il trovarsi faccia a faccia con i propri avversari, invece che nascondersi comodamente dietro lo schermo di un computer.

Il mondo del poker online dipende dal concetto generale che tutti i propri membri amino il gioco regolare. Quindi è una sorta di accordo non scritto fra i membri della community di poker online quello di non utilizzare il bluff come strategia, anche se di fatto, nessuno può controllare.