Sistema fisico per il Poker

Si chiama Clement Sire, e lui è sia uno statistico-fisico che un esperto competitore di bridge. Mischiando le sue due passioni il gioco e la fisica, ha trovato un modello di Holdem che gli permette di realizzare certe cose interessante. Per esempio: Poteva prevedere quanto tempo ci voleva per un torneo per determinare la sua classifica provvisoria osservando il mucchio di chips degli avversari.

Chiaramente dal punto di visto dei veterani che sono incapaci di pensare fuori dall’ordinario, quest’ applicazione della fisica salta da palo in frasca. Eppure, l’Università di Toulouse , in Francia ha trovato il suo studio degno di essere pubblicato e l’hanno fatto. Sapete il titolo? È “Universal Statistical Properties of Poker Tournaments ( Le proprietà statistiche dei tornei di poker)” che ha impressionato tante persone.

Perchè tra tutte le cose del mondo perché quest’uomo ha scelto il poker? Probabilmente, una ragione potrebbe essere: Il Poker è un sistema isolato, molto diverso da per esempio, l’andamento del mercato azionario. Questo viene influito da tanti fattori esterni come il clima o la guerra. In questo modo , le mani del poker assumono forma concreta dal un valore a caso da zero (male) a uno (buono), e la scommessa per qualsiasi gioco di dieci persone aumenta quando il torneo è in corso. Sire ha scoperto che esiste un punteggio ottimale per la tendenza di qualsiasi giocatore a scomettere tutte le sue chips “all in”. Questa variabile, lui la ha chiamata Q.